...fermarsi ogni tanto sulle rive di questo mare che è la vita a narrare quello che vedo tra le onde...

24 settembre 2016

igNobel 2016, i premi alle follie della scienza

"The stinker", la mascotte ufficiale dei premi igNobel
Anche per quest’anno, come succede ormai infatti dal 1991, sono stati assegnati i premi IgNobel. Questo premio, nato come parodia del premio Nobel, dalla sua fondazione viene assegnato dall'associazione "ImprobableResearch" a ricerche scientifiche seriamente realizzate, ma che hanno scarso interesse pratico ma un po' ridicole. Il premio ha la finalità di attirare l'attenzione delle persone sulla scienza, mettendo si in evidenza l'assurdità di alcune ricerche, ma così facendo fa riflettere su quanto la scienza sta progredendo, come recita il motto dell'associazione: "Ricerche che fanno ridere le persone e poi pensare". La lista di tutti i premi sinora assegnati la potete trovare qui, mentre se volte vedere più in dettaglio quelli degli scorsi anni li avevo già commentati in questo post.
Il premio quest'anno sono stai assegnati durante la serata di gala al Sander Theatre di Harvard. Per chi volesse rivedersela il video è disponibile su YouTube. Ecco qui di seguito i vincitori dei vari premi, come sempre (data la difficoltà di metterle in ordine di importanza) le categorie dei premi sono in rigoroso ordine alfabetico:

Biologia: questo premio è stato assegnato a due ricercatori differenti. Il primo è Charles Foster, scrittore ed avventuriero, che ha “vissuto allo stato brado, in diversi momenti della sua vita, impersonando una volpe, un tasso, una lontra, una volpe e un uccello”: una specie di Bear Grylls in versione scienziato. Il secondo è Thomas Twhaites, un designer che ha realizzato delle protesi alle gambe ed una tuta che permettono di saltare sui monti in maniera simile ad una capra: si ignora se il premio sia stato consegnato da Vittorio Sgarbi...
Chimica: ad ottenerlo non è stato un gruppo di ricercatori, ma un’azienda automobilistica, la Volkswagen, per quanto fatto nello scandalo Dieselgate: secondo gli assegnatori del premio la Volskwagen ha saputo risolvere “il problema dell’inquinamento automobilistico producendo automaticamente meno emissioni quando le automobili sono sottoposte a test”: una genialata. Chissà se l’azienda automobilistica ritirerà mai questo premio...
Economia: è stato assegnato a Mark Avis e colleghi, della Massey University neozelandese e della University of Birmingham nel Regno Unito, per lo studio intitolato “La personalità di marchio dei sassi: una valutazione critica di una scala nella personalità di marchio”: sinteticamente hanno chiesto ad un gruppo di volontari di “dare una personalità” a diversi tipi di sassi, e poi hanno valutato la possibile applicazione di tali indicazioni nel campo del marketing e delle vendite al dettaglio. In pratica hanno considerato i consumatori duri come sassi!
Fisica: è andato all’équipe ungherese di Gabor Horvath, della Eotvos University, per aver scoperto che i cavalli bianchi sono meno soggetti alle punture dei tafana rispetto a quelli degli altri colori, e che le libellule risultano “fatalmente attratte” dalle lapidi nere. Quando si dice l’importanza del colore...
Letteratura: lo ha ottenuto lo svedese Fredrik Sjoberg, autore di uno studio in 3 volumi su come e perché collezionare mosche, sia vive che morte, e sul piacere che si prova nel farlo. L’autore dei volumi ha dichiarato: “Tutti nell’intimo siamo collezionisti di mosche, anche se non ce ne siamo mai accorti”: e probabilmente ci sarà un motivo per questo.
Medicina: il premio è stato assegnalo all’équipe tedesca del dottor Christoph Helmchen, del Dipartimento di Neurologia all’Università di Luebeck, che grazie ai loro studi hanno capito che se si prova prurito su di un lato del corpo si può alleviare mettendosi di fronte ad uno specchio e guardandosi mentre si gratta il lato opposto. Quello che si dice un gioco di specchi...
Pace: lo hanno vinto Gordon Pennycook, James Allan Cheyne, Nathaniel Barr, Derek Koehler, and Jonathan Fugelsang (Canada e Usa), con una ricerca intitolata "sulla ricezione e l'individuazione di idiozie pseudo-profonde": hanno stabilito che chi condivide su Facebook frasi e aforismi motivazionali è più propenso ad abboccare alle bufale ed a credere a tesi complottiste, quindi risulta essere meno intelligente di altri. Ci voleva proprio uno studio scientifico per capirlo?
Percezione: lo hanno meritato Atsuki Higashiuama e Kohei Adachi per il loro studio su “Dimensione e distanza percepite di oggetti visti attraverso le gambe: una prova della teoria propriocettiva”. Hanno cioè studiato il fatto che piegandosi in avanti e guardando attraverso le gambe alla rovescia gli oggetti sembrano distorti oppure ad una distanza differente. Uno studio finito certamente a gambe all’aria...
Psicologia: Evelyne Debey e colleghi, della University of Amsterdam e di altri istituti di ricerca, hanno chiesto ad un migliaio di bugiardi ogni quanto mentivano, e poi hanno sviluppato un algoritmo che cerca di decidere se la risposta che davano era essa stessa una bugia. Hanno cioè cercato di mettere in pratica il famoso paradosso: “Io sono un bugiardo: tutto ciò che dico è falso!”
Riproduzione: il ricercatore egiziano Ahmed Shafik, si è guadagnato questo riconoscimento “per aver studiato l’effetto di pantaloni di poliestere, di cotone o di lana sulla vita sessuale dei ratti”. Lo studioso ha munito dei ratti (maschi?) di pantaloni, esaminando i vari tipi di tessuti e la loro influenza sull’attività sessuale, concludendo che quelli sintetici provocano la sua diminuzione. Si ignora però di quale materiali siano quelli che porta lui...

Come vedete, anche quest'anno ci sono delle ricerche veramente eccezionali; ma come ha detto il maestro di cerimonia Mark Abrahams: “Se non avete vinto un IgNobel stanotte, o specialmente se lo avete vinto, avrete più fortuna l’anno prossimo”... O forse .meglio di no?