...fermarsi ogni tanto sulle rive di questo mare che è la vita a narrare quello che vedo tra le onde...

30 dicembre 2011

Dammi solo un minuto...

Ogni tanto la mia vena "geek" viene fuori, specialemente quando leggo notizie di questo tipo: sapete cosa succede su internet ogni minuto? C'è qualcuno che si è messo a cercarlo, ed ha tirato fuori dei dati che sembrano esagerati. La "Shanghai Web Designers", un'agenzia di web design, ha aggregato i dati delle attività (almeno le principali) degli internauti in un'infografica, cioè una rappresentazione grafica esplicativa dei dati grezzi, altamente affascinante che trovate qui sotto:

60 Secondi - Quello che accade su Internet ogni sessanta secondi
Infografica di- Shanghai Web Designers



Tra tutte le cose che sono riportate mi hanno colpito:
  • 694.445 parole chiave vengono utilizzate per effettuare ricerche su Google;
  • 70 nuovi domini sono registrati;
  • 60 nuovi blog sono aperti, e sono scritti 1.500 nuovi post (compreso questo ;) adesso che lo scrivo);
  • 50 volte viene scaricata l'applicazione per costruire blog Wordpress e  vengono scaricati anche 125 dei suoi plugin (dei programmi che ne aggiungono particolari funzioni);
  • 1.700 browser Firefox sono scaricati;
  • più di 40 nuove domande sono poste su Yahoo Answer;
  • 168.000.000 e-mail sono spedite (e molte purtroppo sono spam);
  • 6600 immagini vengono caricate su Flickr;
  • 600 video sono caricati su YouTube, pari a più di 25 ore di filmati;
  • 695.000 aggiornamenti di stato, 79.364 messaggi in bacheca e 510.040 commenti su postati su Facebook;
  • 320 nuovi account e 98.000 tweet sono fatti su Twitter;
  • 100 nuovi account sono caricati su Linkedin;
  • più di 13.000 applicazioni vengono scaricate su iPhone;
  • oltre 370.000 minuti di chiamate vocali vengono fatte su Skype;
e molto altro ancora...
Chissà come sarà il traffico su internet tra un anno o due, data la crescita di molti servizi. Voi cosa riuscite a fare in un minuto quando siete su internet?

25 dicembre 2011

Per un Natale...meno di crisi

Anche quest'anno, come lo scorso, voglio ricordare (bonariamente s'intende) e ricordarmi qual'è il significato del Natale.E se tutti intorno si lamentano per la crisi e per il fatto che non ci sono soldi per comprare i regali più costosi o per fare le solite spese in fondo inutili, mi piacerebbe che la gente prendesse spunto da questo per ricordare lo spirito più autentico del Natale, riscoprendo la bellezza ed il senso della nascita di Gesù nel nostro mondo. E' questo il senso vero di questo Natale, e non la solita paccottiglia di falsi auguri, regalini, addobbi di finti pupazzi di neve o di luci colorate lampeggianti.
Pertanto, anche quest'anno, su questo blog invece di disegnini a tema di babbo natale, musichette, fiocchi di neve e altri ammennicoli, trovate solo un grandissimo ma sincero (dal profondo del cuore) 

AUGURIO DI UN SANTO NATALE

21 dicembre 2011

De-regali di Natale

Stamattina, leggendo una striscia (leggetela, merita veramente) di uno dei miei fumetti preferiti, l'Orso Ciccione, mi è venuta spontanea una riflessione. La striscia invita a fare una donazione a favore delle persone colpite dalle alluvioni di questi ultimi tempi (nei comuni di Barcellona Pozzo di Gotto, Genova, Saponara e Villafranca Tirrena) e diceva, prendendo in giro le false profezie Maya sulla prossima fine del mondo: "se il mondo finisce il 21 dicembre 2012, questo è l'ultimo Natale in cui puoi essere generoso!".
Ipotesi catastrofiste a parte, se ci pensiamo bene siamo davvero sicuri che possiamo rimandare ad un'altra volta l'occasione per fare del bene ed aiutare chi è in difficoltà? Non parlo solo del fatto che se ci sono persone che hanno bisogno di aiuto adesso non serve darglielo dopo, ma sopratutto che non siamo per niente sicuri che per noi ci possa essere in futuro un'altra occasione per farlo. Prima che vi mettiate a toccare ferro (od altro), dico che non possiamo certo essere sicuri di quello che la vita ci riserva, sia per noi  che per chi ha bisogno d'aiuto.
Per quanto mi riguarda ho deciso che per questo Natale non voglio come regalo degli oggetti, che spesso sono inutili e non ci servano veramente, ma dei "de-regali": ho chiesto a chi mi vole fare un regalo di fare al suo posto un'offerta per chi ha bisogno, a libera scelta loro. Sono convinto che così passerò un Natale forse meno ricco, sicuramente meno consumistico ma sopratutto più ricco di soddisfazioni.

P.s.: per chi volesse riporto sotto i conti correnti attraverso la quale è possibile contribuire alla creazione di un fondo che sarà destinato a chi, in questi giorni, ha dovuto fare i conti con le alluvioni di cui parlavo sopra:

Barcellona Pozzo di Gotto (provincia di Messina)
“Comune di Barcellona Pozzo di Gotto – contributo di solidarietà per gli alluvionati”
IBAN: IT 16 Z 01030 82071 000001 328303
Genova
c/c n. 3152690 presso Banca CARIGE S.p.A. (Ag. 46) – ABI 06175 – CAB 01595 – CIN X -
IBAN: IT50X0617501595000003152690 causale: SOTTOSERVIZIO 230 EVENTI ALLUVIONALI
Conto corrente postale n.1001881364 – comune di Genova eventi alluvionali
IBAN: IT09C0760101400001001881364
Causale: EMERGENZA EVENTI ALLUVIONALI.
Saponara (provincia di Messina)
“Comune di Saponara – Servizio di Tesoreria – Solidarietà famiglie saponaresi alluvionate”
conto corrente postale n. 11025988
Villafranca Tirrena (provincia di Messina)
IBAN: IT 34 R 02008 82640 000101 777748

15 dicembre 2011

Giapponeserie: accessori da gatto

Oggi alcune piccole chicche per gli amanti dei felini: si inizia con la cintura che serve a portare a giro il gatto di casa! In realtà penso che sia molto scomoda per il gatto in questione, mi sembra un po' costretto, forse è meglio la classica gabbietta. 
 
Ma il gatto ci sta comodo o è solo terrorizzato?
Certamente è meglio di quest'altra (chiarisco che quest'ultima non esiste, è solo una presa in giro).
Altro gadget utilissimo questo traduttore per i miagolii, utile per capire cosa dice il felino: l'unico problema è che lo traduce in giapponese... Certo che da come si comportano i gatti forse è meglio non sapere quello di cui parlano, si evitano brutte sorprese.

Dall'espressione mi sembra perplesso sul funzionamento anche il micio...
 Se poi avete un gatto che si fa' i comodi suoi, potete provare questo telecomando per gatti (forse non proprio giapponese di ideazione, ma sicuramente lo è in spirito) Con questo potete cercare di far fare al gatto quello che volete: secondo me non funziona, ma se provate fatemelo sapere.

E' più facile che sia il gatto a tele-comandare il padrone...

Altre giapponeserie viste:

10 dicembre 2011

Programmi... mancanti

Con il passaggio della TV al digitale anche nella mia zona (di cui avevo parlato poco tempo fa) ho notato una cosa forse ovvia: i canali disponibili sono aumentati a dismisura, ma l'informazione relativa ai programmi manca. Mi spiego meglio: su tutti i giornali si trova la classica pagina dei programmi televisivi, più o meno completa. Se ci fate caso, ci si trovano i programmi dei classici canali nazionali vecchio stile, Rai + Mediaset + La7 ed eventualmente qualcun altro. A questi spesso sono affiancati alcuni programmi del satellite o di canali digitali a pagamento, ma non quelli della sfilza (solo da me siamo ben oltre il centinaio) che sono stati resi visibili nel passaggio al sistema digitale.
Il punto è proprio questo: perché continuano a darci i programmi di pochi canali e non ci informano dei programmi di tutti quegli altri che sono disponibili? Spesso è proprio in questi canali che ci sono i programmi più interessanti. Molti sono canali tematici, e per gli appassionati sono più godibili degli altri generalisti. So bene che dare la programmazione completa di tutti i canali sarebbe impossibile per un quotidiano (a meno che non dedichi diverse pagine ai programmi TV, cosa che sicuramente nessun giornale vuole fare), ma almeno i canali principali a livello nazionale ci starebbero benissimo, anche in sunto. Lo spazio c'è, dato che molti quotidiani pubblicano la programmazione di canali satellitari o digitali terrestri a pagamento, cosa abbastanza inutile: infatti chi è abbonato al satellite ha già una rivista apposita che arriva a casa con i programmi di tutti i canali satellitari, e chi ha la pay-tv sa già con altri mezzi quali sono i programmi trasmessi.
E quindi, perché non lo fanno? Pigrizia mentale nel considerare le cose come sono sempre state oppure è più conveniente per qualcuno non considerare questi canali? Ditemi cosa ne pensate.

25 novembre 2011

eMagazine: Full Circle Magazine

Per chi,come me, ha un animo "geek", tra quello che si legge non possono mancare riviste adeguate. Al di la della più famosa "Wired", che è un must per tutti coloro che sono attenti a ciò che di nuovo si prospetta, in rete ci sono molte pubblicazioni che trattano di argomenti inerenti, come quelle di DDay di cui ho parlato tempo fa.
Oggi voglio mettere in luce una rivista elettronica che parla di Linux: Full Circle Magazine. Linux, per chi non lo conoscesse, è un Sistema Operativo per computer (ma non solo) libero è gratuito, sviluppato e portato avanti da una comunità internazionale di centinaia di migliaia di appassionati ed esperti, versione libera del sistema Unix. Se nei personal computer la sua diffusione è ancora scarsa (ma solo perché i PC sono venduti solitamente insieme ad un S.O. che si paga), in moltissimi campi è il leader del settore, come nei grossi centri di calcolo, nei supercomputer, nei server internet, negli smartphone, ...
Come il S.O., anche questa rivista, che ne parla in maniera facile e comprensibile anche dai non esperti, è scritta e redatta da appassionati, che lo fanno per diffondere l'idea del Software Libero, ed è aperta al contributo di tutti. Come si dice nella rivista stessa:
"La rivista Full Circle nasce da un'idea della Comunità degli utenti di Ubuntu e vive del lavoro di coloro che hanno scelto di dedicare parte del loro tempo libero alla riuscita di questo progetto. È un progetto veramente aperto: tutti possono collaborare, in un modo o nell’altro. C’è chi scrive gli articoli, chi li corregge, chi li traduce, chi li impagina e così via. Anche tu puoi collaborare attivamente alla continua crescita di questa rivista, il cui unico scopo è la diffusione della cultura del Software Libero e in particolare del nostro Sistema Operativo Ubuntu."
La rivista ha una periodicità mensile, con rubriche fisse interessanti e racconti delle esperienze degli utenti. Scritta in inglese, è prontamente tradotta in italiano dal gruppo di traduzione italiano, parte della comunità italiana di Ubuntu (Ubuntu è una versione di Linux, forse la più diffusa su PC), volontari che si impegnano per tradurre ed impaginare l'edizione italiana. Anche questo gruppo è aperto alla collaborazione di tutti (e se avessi un po' di tempo darei anch'io volentieri una mano).
Vi invito quindi a leggere Full Circle Magazine, i numeri in italiano li trovate quì, anche se non siete appassionati del settore: la rivista è ben fatta ed interessante, e vi aprirebbe uno spiraglio sulla meritevole comunità del Software Libero. Leggetela e come la solito fatemi sapere cosa ne pensate.


Altri eMagazine già segnalati:

19 novembre 2011

Giorni senza TV

In questi giorni nella mia zona è stato effettuato lo switch-off, cioè il passaggio della TV completamente al sistema di trasmissione digitale. In molti hanno avuto problemi, e data la mia fama di "tecnico" mi sono trovato a consigliare ed a sistemare i TV di parenti ed amici. Devo dire che la maggior parte dei problemi sono dovuti al fatto che molti sono arrivati impreparati, anche se erano anni che si sapeva di questo passaggio.
Invece in famiglia, anche se mi ero preparato per tempo,  non ho ancora fatto la risintonizzazione dei decoder digitali, ed adesso non vedo più la TV. Prima che vi mettiate a citare il proverbio "il figlio del calzolaio va scalzo" devo dirvi che questa è stata una scelta voluta, presa in accordo con la moglie, per vedere come riusciamo a stare per un periodo senza TV, sopratutto i bimbi. Non è certo la prima volta che si fa un'esperienza del genere, quando si va in ferie da qualche parte di solito non abbiamo la TV, ma è il primo tentativo del genere che facciamo a casa. Devo dire che l'esperienza è positiva, i figli, che a volte è problematico riuscire a staccare dal televisore anche per farli venire a mangiare (figuriamoci per fare i compiti), dato che la TV non è disponibile semplicemente fanno altro: giocano tra di loro (od ai videogiochi), leggono, chiamano gli amici al telefono, vanno su internet, insomma si inventano qualcosa d'altro da fare. Sicuramente appena risintonizzerò la televisione torneranno a guardarla come prima, ma l'esperienza mi sembra positiva: è la prova che stiamo riuscendo a crescerli in maniera che non siano passivi di fronte alle cose che gli sono proposte, ma che sanno scegliere e adattare le loro esigenze a ciò che hanno come possibilità. Per i bimbi di oggi (ma in fondo anche di ieri) non è poco.

6 novembre 2011

Lucca, anche quest'anno chi non ci va non ci pilucca: reportage da Lucca Comics 2011

Lunedì scorso sono tornato a vedere l'annuale edizione di Lucca Comics and Games, la fiera del fumetto e dei giochi che si tiene appunto a Lucca nel fine settimana del 1 Novembre, ovviamente con moglie e i due figli più piccoli al seguito (la grande aveva scuola, purtroppo per lei niente ponte). Ho scelto il lunedì perché, essendo lavorativo, speravo di trovare meno folla degli scorsi anni. Ed in effetti, rispetto a quello che mi hanno detto del fine settimana (dove sono arrivate oltre 100.000 persone), l'affollamento era sopportabile.
Arrivati in centro e lasciata l'auto nei parcheggi di scambio (con navetta, molto comodi e non affollati), siamo andati a giro per la città a scoprire cosa era stato preparato. Una delle caratteristiche della manifestazione è da qualche anno quella di essere sparsa per tutto il centro storico della città, mettendo tutti i vari padiglioni con gli stand espositivi e le mostre disponibili nei vari angoli del centro storico, e ciò permette di vedere tutto girando tranquillamente in mezzo alla folla di cosplayer e di appassionati di giochi di ruolo dal vivo (Grv), facendo degli incontri non usuali. Anche se c'era folla, la soluzione è comoda perchè riesce a distribuire le persone in un'area abbastanza vasta: la stessa cosa purtroppo non si può dire dell'interno dei padiglioni, dove gli stand sono ravvicinati ed i corridoi un po' troppo stretti...
Come tutti gli anni visivamente lo spettacolo principale era dato dai cosplayer e dagli appassionati di giochi di ruolo dal vivo, pittoreschi nei loro costumi e nei travestimenti di personaggi di fumetti o cartoni animati, ma non solo... Ecco alcuni scatti che ho realizzato:

Gli stand dell'area giochi: notate che alle 10 di mattina non c'era tanta folla

Due Cosplayer appassionate di MiniPony (si, esistono veramente!)...

Quattro spiriti maligni (?) scatenati in una danza... per gara!





Uno stand dove ho perso la testa: dadi di tutti i tipi e fogge...




Chi erano? Non l'ho ben capito, ma erano dei costumi favolosi...


Una principessa? O solo una cortigiana di passaggio? Direttamente dalle "Cronache del Ghiaccio e del Fuoco" ecco a voi Cersei Lannister 

Il vero "Hot Dog"!!!

Qui, più che Sandokan, dovrebbe passare il vetraio... (la lama continuava all'interno)

La mattina l'abbiamo passata nalla parte Games, che era molto più affollata del passato di videogiochi, i quali hanno rubato spazio ai giochi più tipici della manifestazione, sia a quelli in scatola che a quelli di carte. Immancabile la visita allo stand Nintendo, dove i bimbi hanno raccatto gadget alla gara di Super Mario Bros. Bello lo stand delle Magic (una mia vecchia passione), con demo e distribuzione di mazzi prova. Anche altri stand distribuivano mazzi prova, es dei Pokemon. Ma la cosa meravigliosa erano tutti gli stand pieno di gadget, miniature, figure più o meno grandi, modellini e via così... Roba da perderci le ore (e svuotare il portafoglio)!

Al pomeriggio siamo andati nella parte fumetti, dove sono riuscito a passare per gli stand di alcuni editori dei miei fumetti preferiti, incontrando così alcuni autori. Immancabile la vista allo stand Shockdom, che pubblica alcune delle strisce che preferisco. Quì ho avuto la fortuna di incontrare tra gli altri eriadan, gentilissimo e disponibilissimo con i visitatori, nonostante il caos, che ha fatto una dedica per mia figlia sul nuovo volume (il nono) del suo fumetto, che trovate quì sotto:

La dedica di eriadan
Purtroppo è a matita leggera, e la scansione non viene troppo bene. Ancora un grazie a lui perché, dopo i giorni di fiera e di disegni allo stand, l'ho visto davvero stanco, ma è stato veramente cortese con tutti. Altra dedica che ho ricevuto sull'albo "Guida di sopravvivenza alle fiere del fumetto", manuale comico (ma fino ad un certo punto) su quello che succede a queste manifestazioni. Realizzato a 6 (sei) mani da Albo, MontonePecorAgnello e Plunk, ti fa divertire ma in fondo, per chi come me sono decenni che va a Lucca Comics, ti ci ritrovi dentro...

Una dedica 3x1...

Immancabile la sosta allo stand Disney, dovi i bimbi hanno preso gli immancabili omaggi (quest'anno particolarmente grandi, due albi, di cui uno cartonato a libro, ed un gadget a testa) ed a tanti altri, impossibili da citare tutti. Segnalo solo quello della Star Comics, che presentava delle nuove serie italiane, e quello della Panini, dedicato sopratutto ai SuperEroi Marvel ed ad uno dei miei fumetti preferiti, RatMan. Proprio alla Panini c'era l'incontro con un grande autore giapponese, Jiro Taniguchi, da cui però non sono riuscito ad avere nemmeno un autografo, causa folla.
E poi il tempo è finito, i bimbi stanchi ed il resto della mostra, tra cui tutta la parte dedicata ai fumetti ed ai gadget giapponesi, abbiamo dovuto mollarla. Siamo tornati a casa, stanchi ma carichi di acquisti. Appuntamento al prossimo anno, sperando di avere più tempo e di vedere più cose.

20 ottobre 2011

Uomini sin dall'inizio

Nel clamore mediatico di questi giorni, tra politica e scontri di piazza, è passata quasi inosservata una notizia a mio avviso importantissima: la Corte  di Giustizia della UE ha decretato che in Europa non è possibile brevettare farmaci ricavati da cellule staminali tramite la distruzione di embrioni umani. L'importanza fondamentale di questa sentenza, che non è apparentemente innovativa, dal momento che già esisteva una direttiva che vieta la possibilità di sfruttare le procedure e i medicinali ricavati dalla distruzione di embrioni umani e che consente l’uso di cellule umane solo quando le cellule uovo non siano state fecondate, è data dal fatto che è riconosciuto come embrione l'ovulo dalla sua fecondazione, anche quando non è direttamente fecondato ma ci venga impiantato dentro il nucleo di un'altra cellula umana. La corte afferma infatti che: "Sin dalla fase della sua fecondazione qualsiasi ovulo umano deve essere considerato come un embrione umano, dal momento che la fecondazione è tale da dare avvio al processo di sviluppo di un essere umano".
In pratica si stabilisce il principio che sin dal momento della fecondazione quello che risulta è un essere umano a tutti gli effetti. Quindi la vita umana e la dignità della persona partano sin dal suo concepimento. Questo principio, che sembra ovvio ma a molti sfugge, dovrebbe fare riflettere su molte leggi che abbiamo da noi. Se un essere umano è tale dal concepimento, è lecito allora che sia possibile abortire? Secondo me no, perché ciò implica la condanna a morte di un essere umano che non può nemmeno difendersi. Anche le critiche alla legge sulla fecondazione assistita, come quelle al divieto di produrre embrioni in sovrannumero rispetto alla necessita, di congelarli e di poter eliminare quelli non usati, decadono completamente, dato che la sentenza sposa in pieno uno dei principi ispiratori della legge, che è quello che anche l'embrione sia parte in causa da tutelare in quanto essere umano.
La cosa che stupisce è che la vicenda è nata dall'opposizione al brevetto di un farmaco in Germania da parte dell'associazione Greenpeace tedesca. E pensare che da noi i movimenti ecologisti spesso spingono verso ideologie opposte...

13 ottobre 2011

La prima tecno-star

A quasi una settimana dalla morte di Steve Jobs, vorrei fare una piccola riflessione sul clamore che questa notizia a suscitato, sia in rete ma sopratutto fuori,
E' vero che su internet in questi giorni non si è quasi parlato d'altro, non solo su siti che fanno informazione tecnica, come il Disinformatico o Punto Informatico, ma anche su siti di cinema o addirittura su blog di teologia.  Ma il clamore mediatico maggiore si è avuto fuori della rete, sia nei media che riportato da persone comuni. Le televisioni hanno mandato in onda programmi speciali per parlarne, i giornali hanno dedicato inserti speciali alla sua figura (oggi il Corriere della Sera dava un libro dedicato a Jobs), le persone per strada parlavano della sua scomparsa come di quella di una persona molto conosciuta ed anche apprezzata. Non mi sto riferendo ai fans della mela che sono andati a portare candele virtuali (sugli schermi di iPhone ed iPad davanti agli Apple Store), che dimostrano che anche un innovatore tecnologico può avere degli ammiratori sfegatati, ma di persone comuni, che ne hanno avuto una di lui una visione come possono avere quella di un famoso attore o di una rock-star.
E' proprio questo che mi ha colpito: la morte di Steve Jobs è stata vista dalla gente e trattata dai media come quella di un popolare divo dello spettacolo, di una famosa star musicale, o anche come quella di un politico di primo piano nello scacchiere mondiale.
Scrive Luca Annunziata su Punto informatico :

"La figura di Jobs travalica il mondo dell'ICT dove ha mosso i suoi primi passi e dove si è consacrato come tra i migliori CEO della storia. Il fatto stesso che per commentare la sua morte si spenda il presidente degli USA, Barack Obama, che colleghi e avversari dell'elettronica di consumo decidano di dedicargli un pensiero, che artisti di ogni campo abbiano un ricordo e una frase da consegnare al fiume di citazioni che invade il Web e il mondo dei giornali, che Google piazzi sulla sua homepage un ricordo a quello che Brin e Page hanno sempre ritenuto un mentore, è il segno tangibile che il suo operato è stato qualcosa di più di quello di un semplice contabile o di uno spregiudicato uomo d'affari. È stato anche quello: un abile calcolatore e un potente capitalista, ma è stato in grado di essere anche di più.
Difficile incontrare qualcuno nel mondo che non sappia chi è Steve Jobs: altri suoi colleghi, pur anch'essi creatori di realtà altrettanto se non più grandi, non godranno della stessa fortuna. Steve Jobs è stato una rock star e anche un tecnico rispettato, un personaggio che si è fatto notare per il suo carisma e le sue opere, pur non avendo mai affermato di essere il migliore sulla piazza
"

Jobs è stato un uomo capace di avere dei fans, come una rock star od un attore famoso, anche se per motivi differenti, ma anche uno dei maggiori visionari della storia dell'informatica. E forse è proprio questo il segreto della sua popolarità: di fronte ad un fenomeno che i più accettano di buon grado ma che stentano a capire nel merito (la diffusione dell'informatizzazione e dell'elettronica che ci pervade la vita a tutti i livelli) il riferirsi ad una figura carismatica, cui dare il merito della cosa serve a metterci l'animo in pace e a farci tollerare meglio quello che non riusciamo a comprendere fino in fondo. E Jobs, per molti, era un guru, una specie di santone che tirava fuori dal suo cilindro magico degli apparecchi mirabolanti, dimenticando od ignorando tutto il lavoro di ricerca, sviluppo e marketing che c'era alle spalle di queste tecnologie.
In pratica Jobs è stato la prima tecno-star dell'era di Internet. Un nuovo tipo di celebrità, che si basa si sulla capacità di comunicazione ma anche su quanto di nuovo e di utile riesce a proporre. Ha portato all'attenzione di tutti la tecnologia come mai prima, imponendola anche come moda, fornendo ai sogni di novità una sostanza. Forse non ha inventato niente di nuovo, ma ha saputo proporre n uso ottimo per quello che si era sviluppato, facendo scuola per i concorrenti. Non era tutto merito suo, ma una persona capace si vede anche da chi riesce a scegliere come collaboratori. E di certo è stato fonte di ispirazione per molti: amici, conoscenti, concorrenti, ...
E' morta una tecno-star. Ce ne saranno altre?

3 ottobre 2011

Premi quasi... igNobel

Non so se conoscete il premio IgNobel: è un premio, nato come parodia del premio Nobel, che ogni anno viene assegnato a delle ricerche scientifiche (realmente eseguite) che hanno scarso interesse pratico (e che sembrano anche un po' ridicole). Il premio, oltre a voler mettere in evidenza l'assurdità di alcune ricerche, ha anche la finalità di attirare l'attenzione delle persone sulla scienza. Assegnati dal 1991 dall'associazione "Improbable Research", , il premio negli anni è andato a ricerche fondamentali, ad es. quella in cui si dimostra che i buchi neri hanno tutti i requisiti tecnici per essere la sede dell'inferno, quello in cui si mette in correlazione il ciclo ovulativo delle ballerine di lap dance e le mance che ricevono, quella che dimostra che le patatine fritte sono più buone perché scrocchiano, quella che dimostra che sul ghiaccio si cade meno se si indossano i calzini sopra gli scarponi e via così... La lista di tutti i premi sinora assegnati è quì.
Ed anche quest'anno sono stati assegnati i premi per le diverse categorie. Ecco quì di seguito i vincitori:

  • Biologia: Daryll Gwynne e David Rentz per aver scoperto che alcuni tipi di scarafaggi scambiano un tipo di bottiglia di birra australiana con le femmine, tentando di accoppiarsi: saranno scarafaggi ubriachi?
  • Chimica: Makoto Imai, Naoki Urushihata, Hideki Tanemura, Yukinobu Tajima, Hideaki Goto, Koichiro Mizoguchi e Junichi Murakami per aver determinato la densità ideale del wasabi (la radice giapponese piccantissima) vaporizzato per svegliare la gente in caso di incendio o altro pericolo, applicando questa scoperta per la creazione di un allarme (al wasabi) per svegliare le persone in caso di pericolo: ti sveglia ma ti fa pizzicare dappertutto.
  • Fisica: Philippe Perrin, Cyril Perrot, Dominique Deviterne, Bruno Ragaru ed Herman Kingma per aver provato a determinare perché i lanciatori di disco hanno le vertigini, mentre i lanciatori di martello non ne soffrono per niente: in pratica perché girano più lentamente (strano).
  • Fisiologia: Anna Wilkinson, Natalie Sebanz, Isabella Mandl e Ludwig Huber per i loro studi sulla mancanza di prove di sbadigli contagiosi tra le tartarughe a zampe rosse della specie Geochelone carbonaria: le tartarughe non sbadiglieranno per contagio, ma di sicuro lo faranno leggendo questa ricerca.
  • Letteratura: John Perry della Stanford University per la sua teoria della "procrastinazione strutturata", che afferma: Per essere una persona di grande successo, bisogna lavorare sempre su qualcosa d'importante, usando ciò come pretesto per evitare di fare qualcosa di ancor più importante. In pratica hai successo perchè sei uno scansafatiche...
  • Matematica: ad ex-equo a diverse persone che avevao previsto la data della fine del mondo: Dorothy Martin (data della fine del mondo prevista: 1954), Pat Robertson (data della fine del mondo prevista: 1982), Elizabeth Clare Prophet (data della fine del mondo prevista: 1990), Lee Jang Rim (data della fine del mondo prevista: 1992), Credonia Mwerinde (data della fine del mondo prevista: 1999) ed Harold Camping (data della fine del mondo prevista: il 6 settembre 1994 e successivamente il 21 ottobre 2011) per aver insegnato al mondo a stare attenti quando si effettuano ipotesi e calcoli di tipo matematico. Il mondo non è finito, e purtroppo non è finita nemmeno la loro credibilità presso molte persone...
  • Medicina: Mirjam Tuk, Debra Trampe e Luk Warlop, unitamente a Matthew Lewis, Peter Snyder, Robert Feldman, Robert Pietrzak, David Darby e Paul Maruff, per aver dimostrato che la gente effettua le decisioni migliori su alcune cose (ma anche le peggiori su altre) quando hanno un bisogno urgente di urinare. Se dovete decidere cose importanti, chiudete a chiave il gabinetto...
  • Pace: Arturas Zuokas, sindaco di Vilnius, per aver dimostrato che il problema delle auto lussuose illecitamente parcheggiate può essere risolto passandoci sopra con un mezzo blindato. E pensare che quì da noi c'è chi si lamenta delle multe...
  • Psicologia: Karl Halvor Teigen, dell'Università di Oslo, per aver provato a capire perché, nella vita di tutti i giorni, la gente sospira. Forse perchè pensa che c'è gente che viene pagate per queste cose? Ahaaaa....
  • Pubblica sicurezza: John Senders, dell'Università di Toronto, per aver condotto una serie di esperimenti di sicurezza, nei quali una persona guidava un automobile su un'autostrada mentre una visiera gli occultava ripetutamente la vista davanti al suo volto. Fortunatamente quel giorno non ero in viaggio...

In pratica ricerche fondamentali, che sarebbero sfuggite alla maggior parte della gente, distratta da altre più futili notizie.... O no?

28 settembre 2011

Pubblicità in cassetta: sempre di più…

Come avevo fatto lo scorso anno, anche in questo ho continuato il mio piccolo esperimento per conoscere quanta pubblicità mi arriva nella cassetta della posta, tra volantini di negozi locali e dépliant di supermercati e grandi magazzini. Nonostante la crisi, infatti, mi sembra che le cassette apposite che si vedono messe accanto ai portoni siano sempre più piene di questi fogli…
Ho continuato a raccogliere tutti i volantini che mi sono arrivati, pesando mese-mese il cumulo di carta accumulato (successivamente smaltito nel cassonetto della carta per essere riciclata, come dovrebbero fare tutti). Ecco i dati di peso di questo secondo anno:

Mese           Peso (in Kg)


settembre 2010 1,980
ottobre 2010   1,990
novembre 2010  2,240
dicembre 2010  2,030
gennaio 2011   1,940
febbraio 2011  2,030
marzo 2011     1,840
aprile 2011    1,370
maggio 2011    1,420
giugno 2011    1,160
luglio 2011    1,060
agosto 2011    0,900
____________________ 
Totale        19,960

Media mensile 1,663

(nota: i dati di peso si riferiscono a quanto arrivato dal 16 del mese al 15 del mese successivo)

In questo secondo anno che li misuro mi sono arrivati quasi 20 Kg di carta, in aumento rispetto ai 16 Kg dell’anno scorso. E pensare che i dati di peso sono da considerare in difetto, poiché non sempre sono riuscito a raccogliere tutti i volantini che mi sono arrivati, sia perché qualcuno era inzuppato di pioggia sia perché gettato via da qualche familiare.
Considerando la città in cui abito, che conta circa 20.000 abitanti, per realizzare i volantini recapitati a tutte le famiglie si sprecano circa 125 tonnellate di carta all'anno! A questo bisogna aggiungere la stampa, gli inchiostri, il recapito porta a porta fatto in pratica quotidianamente,... con i relativi costi ed il relativo impatto ambientale. Tutto questo per degli opuscoli di pubblicità che nella maggioranza dei casi la gente butta via (speriamo al riciclo) quasi senza leggere.
Una piccola riflessione: ma nell’era di internet, dove la gente tende ad informarsi ed a ricercare quello che vuole in rete, anche e soprattutto i prezzi più bassi per gli oggetti che vuole comprare, ha ancora senso tutto questo consumo di carta per pubblicizzare le offerte (speciali e non) dei propri prodotti? Oppure non sarebbe possibile cambiare modalità, mandando magari meno carta ma usando i mezzi che ci sono oggi per far vedere alle persone queste offerte?

24 settembre 2011

Giapponeserie: tuta per simulare la gravidanza

Questa ancora mi mancava: sapevo che i giapponesi nel campo delle invenzioni più assurde sono capaci di tutto, ma una tuta pensata per simulare una gravidanza non me la sarei mai aspettata. Pensata per i futuri papà che vogliono provare le sensazioni che sente la moglie con il pancione, questa specie di tunica elettronica è dotata all'interno di palloncini che si gonfiano e si sgonfiano simulano i movimenti del nascituro, compresi i calcetti, mentre dei dispositivi che vibrano danno la sensazione che il feto si muove all'interno della pancia. Non manca poi un contenitore con all'interno ben quattro litri di acqua calda per simulare il peso del bambino e la temperatura del pancione. L'interazione tra il genitore ed il bebè simulato non è però a senso unico: ci sono accelerometri che registrano i movimento del genitore, per reagire a quelli troppo bruschi, e sensori sulla superficie della simul-pancia per captare le carezza ed i tocchi delle mani. La tuta non è stata realizzata da dei padri particolarmente ansiosi, ma dall'Advanced Institute of Science and Technology del Giappone.
Certamente vi starete domandando a cosa serve tutto questo: è vero che, specialmente dopo aver avuto figli, continuo a chiedermi cosa provano le donne in questa fase così particolare della loro vita, ma non mi sembra certo un'esperienza che possa essere vissuta in un simulatore. Oltretutto i movimenti, essendo sempre all'esterno della pancia reale, non danno certo le stesse sensazioni che si possono avere sentendo un bimbo che cresce dentro di te. 
Comunque se vi interessa vederla in funzione trovate dei video esplicativi sul funzionamento e sull'esperienza quì e quì. Fatemi sapere cosa ne pensate...

Altre giapponeserie viste:


18 settembre 2011

SMS senza genitori

Foto di spieri_sf. L'originale è quì.
Me ne sono accorto perchè mi si è rotto il telefonino. Sarà forse capitato anche a voi, il cellulare scivola (per l'ennesima volta) dalle mani, va in terra e crack... Non riparabile, ci vuole nuovo (nel mio caso il display non si accendeva più). Di corsa al negozio, scelta oculata (vorrei il top, ma devo fare i conti con il portafoglio) ed ecco il mio nuovo smartphone. Purtroppo, non avendo fatto un back-up completo del vecchi telefonino, ho perso buona parte della rubrica, con i numeri ed i nominativi delle persone con cui ero in contatto.
Quindi mi sono cominciati ad arrivare i soliti SMS mandati da amici, parenti e conoscenti, con un piccolo problema: i numeri di origine erano sconosciuti (mentre prima li avevo in rubrica), e i messaggi NON erano firmati! Il caos, per trovare chi me li aveva inviati, è stato totale. Fateci caso, ma nella grande maggioranza dei casi, i messaggini che scriviamo non hanno la firma, od almeno il nome di chi li scrive. Se non ci fosse la rubrica che ci aiuta a decifrare il mittente saremmo nei guai, ed infatti lo ero. Non a caso i messaggini inviati per pubblicità da negozi, aziende e c. hanno sempre ben scritto il nome di chi li propone.
Personalmente ho imparato la lezione, ed adesso quando scrivo un SMS metto sempre in fondo il nome (oltre a fare spesso un back-up del cellulare). Nella maggioranza dei casi non servirà. ma non si sa mai...

11 settembre 2011

Non c'è scamp dal Pokemon Camp

Ovviamente conoscete i Pokemon, quei mostri tascabili protagonisti di videogiochi, cartoni animati e figurine da collezione che da una dozzina d'anni stanno spopolando tra i bambini (se non li conoscete, ma dove avete vissuto negli ultimi tempi?). Ebbene, dato che anche i miei figli (i maschi) ne sono strenui sostenitori ieri mi sono visto costretto a portarli al "Pokemon camp", cioè ad un ritrovo di appassionati del videogioco e delle figurine, dove potevano scambiarsi i pokemon dei giochi e partecipare ad un torneo. Il tutto organizzato (ovviamente) dalla casa produttrice del videogioco in vari posti in giro per tutta Italia, per pubblicizzarlo e diffonderlo sempre più.
Quindi, caricata tutta la famiglia in macchina, siamo andati al centro commerciale dove si teneva la manifestazione. Moglie e figlia grande se ne sono andate a far spese per i vari negozi (dando dei duri colpi alla mia povera carta di credito), mentre io accompagnavo i maschi nell'area (piccola) riservata all'evento. Li mi sono sorbito tutta la mattinata e buona parte del pomeriggio questo camp, che in pratica era un'area attrezzata con delle persone che spiegavano il videogioco ai ragazzi, postazione della consolle Nintendo 3DS con i vari videogiochi da provare; un tavolo per realizzare disegni (ovviamente dei Pokemon) con relativo concorso; uno spazio attrezzato con un gigantesco marcatore, così da poter realizzare le foto tridimensionali in realtà aumentata con i Pokemon a grandezza di bambino e poi poterle stampare (peccato solo che la stampante sia andata subito fuori uso...); alcune consolle che distribuivano a quelle di chi partecipava dei Pokemon particolari; e cosi via.... Il tutto pieno di bimbi e ragazzi (maschi per lo più, ma anche diverse bambine) che si confrontavano i vari Pokemon posseduti, facevano scambi, sfide e via di seguito... Per loro un divertimento, mentre i genitori, seduti sulle (poche) panchine li intorno. li aspettavano annoiandosi tranquillamente.
La cosa più angosciante della giornata è però stato il fatto che i bimbi, salutando gli altri ragazzi che erano li al camp, si sono dati appuntamento al prossimo anno...

30 agosto 2011

Chiesa ed ICI

A margine della manovra finanziaria che sta interessando il nostro paese, e che sta colpendo un po' tutti nel portafoglio, si è sviluppata una polemica, a mio avviso pretestuosa, sull'esenzione della Chiesa Cattolica dal pagamento dell'ICI e su alttri privilegi fiscali. Ma le cose stanno veramente così?
In realtà la cosa non risulta molto corretta. I sacerdoti pagano le tasse, come fanno i lavoratori dipendenti, sullo stipendio che ricevano dall'Istituto per il Sostentamento del Clero. Per quanto riguarda l'ICI, la legge prevede l'esenzione per tutti gli enti di beneficenza ed istruzione, non solo quelli religiosi (di qualsiasi religione) ma anche per quelli laici. Quindi per le attività commerciali pagano l'ICI anche gli enti religiosi (e perciò anche quelli della Chiesa Cattolica), ed un regime fiscale agevolato è dato non solo a tutte le religioni che hanno un "accordo" (non mi viene adesso il termine corretto) con lo Stato Italiano, ma anche a scuole private od agli enti non religiosi che svolgono attività di assistenza ai più bisognosi.
Tra l'altro si parla sempre di quanto lo Stato da alla Chiesa, ma mai di quanto la Chiesa da allo Stato e agli italiani: pensiamo ai preti che non prendono la pensione, ma sono mantenuti dal sostentamento del clero; alle attività di sostentamento dei più deboli, dei poveri, dei disagiati, degli anziani, dei malati, dei diversamente abili, ...; alle attività di istruzione e formazione dei giovani; alla cura ed al mantenimento di opere storiche ed artistiche (chiese, conventi, musei, quadri, ..., patrimonio culturale di tutti gli italiani); e così via, tutte attività di cui lo Stato Italiano si dovrebbe altrimenti fare carico, senza poi considerare quanto la Chiesa manda come aiuti ed assistenza nelle zone più povere del mondo... Facendo due conti, siamo certi che il bilancio sia in favore della Chiesa oppure quanto torna indietro agli italiani (e quindi allo Stato) è maggiore di quello che riceve?

28 agosto 2011

Illusioni a scacchi


Non so se vi ricordate che già un po' di tempo fa avevo postato alcuni video di illusioni ottiche.
Oggi, grazie al sito de "Il Disinformatico" (uno di quelli che seguo con più interesse) vi segnalo un'altra illusione ottica spettacolare. Si tratta di un quadrato che sembra cambiare colore...


In realtà non ci sono trucchi digitali od altro: è proprio un'illusione ottica. i due quadrati sono dello stesso colore, ma è il nostro cervello che li vede uno chiaro e l'altro scuro. Sul sito del Disinformatico trovate un post con le spiegazioni di come fare anche voi quest'illusione a casa. Ecco quì sotto un video dimostrativo:


Quello che non è immediatamente intuitivo è che l'ombra del cilindro in realtà ì falsa, disegnata sulla scacchiera in modo da falsare i colori. Ecco quì la scacchiera come disegnata (sempre tratta dal sito del Disinformatico):

Che ne dite? Io provo a farla, e poi vi dico come è venuta!

22 agosto 2011

Giovani che si impegnano

Nel marasma delle notizie sull'economia, la crisi e le manovre economiche di questa estate, sono passate in secondo piano sui media tradizionali due appuntamenti importanti: la Giornata Mondiale della Gioventù ed il Meeting di Rimini di CL.
Se da una parte la prima manifestazione è finita l'altra inizia adesso (e la cosa non è certo una coincidenza). Quello che le accomuna (a mio modo di vedere) sono i partecipanti: in entrambi i casi giovani che hanno voglia di fare, di discutere, di imparare, di ragionare, di mettersi in gioco... E forse per questo entrambe le manifestazioni sono criticate, la GMG da parte della Spagna cosiddetta laica, che ha tirato fuori la falsa storia degli enormi costi, mentre in realtà allo stato spagnolo non è costata un Euro (ed ha portato più di un milione di persone che hanno speso in loco), e dagli "indignados" spagnoli, i quali hanno però dopo dichiarato che c'è l'hanno non con la Chiesa ma con il potere politico; il Meeting da tanta parte della nostra cultura che sembra che critichi sopratutto chi fa queste cose e non per le motivazione che le causano. Diceva bene l'altro giorno su QN l'eurodeputato Luca Volontè, riferendosi alla GMG: "La verità è che i socialisti (al potere in Spagna, nde) faticano ad accettare più di un milione di giovani convocati dal Papa, pieni di speranza e certi di non essere ". E' proprio questa speranza, caratterizzante tutti questi giovani, in contrasto con il pessimismo imperante oggi, che è il tratto più bello di quello che sta accadendo.
Del resto, se ci pensate, si parla di centinaia di migliaia di persone giovani che non fanno confusione, non tengono comportamenti autodistruttivi, non creano confusione, non se ne fregano degli altri e del mondo ma che si impegnano per gli altri e per se stessi, dandosi da fare per migliorare le cose e per cambiarle nella direzione che vogliono. Ma forse è proprio questo che non piace ad alcune persone...

15 agosto 2011

Buon ferragosto

Buon Ferragosto a tutti!
Io sono in vacanza tra i monti per quale giorno, nuovi post al mio ritorno.

2 agosto 2011

Pendolamenti

Da una segnalazione del blog Il Disinformatico (uno di quelli che seguo con costanza) ecco un video favoloso:



Bisognerebbe usare cose come queste per appassionare i ragazzi alla scienza e fargli capire come può essere bella. Guardate anche la raccolta dei video di questo autore, ne trovate altri molto validi. Dateci un'occhiata e fatemi sapere cosa ne pensate..

28 luglio 2011

Cinema d'essai per la famiglia

Tra le mia tante passioni una che occupa un posto importante è il cinema, come penso si sia capito da altri miei post. Adoro andare a vedere un film, specialmente un bel giallo, una divertente commedia oppure un film di fantascienza, anche se ultimamente sono più le volte che vado al cinema per portare i bimbi a vedere un film adatto a loro, sia in live action che d'animazione. Dato che il cinema d'animazione mi piace tantissimo, il trucco per vedere qualche bel film è portarli a vedere non solo i film mainstream iperpubblicizzati, ma anche quei film considerati minori ma più validi dal punto di vista artistico. In questa maniera riesco anche a far apprezzare ai bimbi un cinema più vario e con un approccio culturale più profondo. 
Penso che sia necessario per i figli un ampliamento dei loro orizzonti, per non rimanere congelati nelle solite storie che vengano continuamente propinate da TV e giornalini a loro dedicati (ed infatti mi piace portarli a vedere differenti forme artistiche oltre al cinema, come a teatro od a qualche museo). Sono cose che rimangano anche quando crescono, che gli permetteranno in un futuro di apprezzare un panorama culturale più ampio. Non siete d'accordo con me?

24 luglio 2011

Ci vediamo su Google+ ?

Io non ho mai parlato di social network su questo blog soprattutto perché non sono un tipo che riesce a starci molto dietro, sia per il tempo che per la loro scarsa utilità (si, ho un account su Linkedin, ma quello è un network principalmente a scopo di lavoro). per esempio, non ho un profilo su Facebook, e non ne sento la mancanza; impagabile la reazione quando lo dico a qualche amico che mi guarda come se fossi un marziano: li stendo quando alla domanda "Ma come fai senza?" rispondo "Benissimo"...
Però qualche giorno fa mi è arrivato un invito da un mio amico per provare Google+, la nuova creazione di Google, e mi è venuta voglia di provarlo. Devo dire che non è male, meno confusionario e più semplice di altri, anche se per il momento non c'è ancora molta gente che ne fa parte. Molto pratica la suddivisione dei contatti (meno male che non li chiamano impropriamente "Amici" come su Facebook) in "cerchie", in maniera da poter fare dei gruppi distaccati a seconda delle varie esigenze.
Se volete trovarmi, il mio profilo è qui. Ovviamente ci trovate segnalati i nuovi post del blog. Se poi volete entrare anche voi, dato che per il momento l'iscrizione non è ancora accessibile a tutti, scrivetemi il vostro indirizzo di e-mail nei commenti (mascherandolo per non darlo in pasto agli spammer): ho a disposizione alcuni inviti.

21 luglio 2011

Come un aquilone...

Foto di ronnie44052. L'originale è quì
Pomeriggio d'estate sulla spiaggia, un po' ventoso come spesso accade. Cosa fare per far divertire i figli? Si tira fuori l'aquilone!
Del resto la magia di far volare un qualcosa che si è costruito ha sempre il suo fascino. Si tende insieme il filo, si decollare piano piano, ecco che sale... in alto.
Come al solito l'eccitazione presto svanisce, i bimbi si stancano del gioco e vanno a fare qualcosa di nuovo e l'aquilone rimane a me per tirarlo a terra. Devo dire che a me invece piace tenerlo su, farlo restare in aria. Del resto vola praticamente da solo, quando è in quota sta su senza bisogno di niente. Allora lo ancoro e resto a guardare in alto il suo volo, preso dal vento che oscilla nell'aria...
Penso che la cosa che mi piace di più non sia la bellezza dell'aquilone, ma la sua inutilità. In effetti, se ci pensate, che utilità ha? Serve forse per far vedere come si può sollevare qualcosa in aria, ma poi basta. Io trovo molto rilassante vederlo volteggiare in alto, preso dal suo andare e sballottato dal vento, mi ci trovo legato quasi a livello empatico. In fondo, se ci pensate bene, molte volte nella vita siamo come degli aquiloni, sballottati dal vento a cercare di rimanere in volo, e molti lo fanno senza alcuno scopo...

14 luglio 2011

La magia del cinema all'aperto

Foto di Mike2007, l'originale è qui
E' arrivata l'estate, ed al suo seguito il caldo e la voglia di stare all'aperto, specialmente la sera, quando stare a "frescheggiare" fuori è una delle cose più piacevoli che ci sono. Ma per chi, come me, piace andare al cinema invece la situazione da questo punto di vista peggiora: non si ha voglia di rinchiudesi in una sala chiusa e i buoni film latitano (a parte qualche blockbuster hollywoodiano).
La soluzione è unire le due cose: il cinema estivo all'aperto. E' un'ottima occasione per prendere un po' di fresco alla sera insieme alla famiglia od agli amici e contemporaneamente vedere un film che si è perso al cinema durante la brutta stagione (o rivederne uno che ci era particolarmente piaciuto). Certo, rispetto alla sala cinematografica la visione non è ottimale, e l'audio lascia spesso un po' a desiderare, ma si recupera una dimensione del cinema che è quasi scomparsa nelle grandi multisale condizionate e super-sonorizzate: quella della magia del cinema. E per magia del cinema intendo quella dimensione di stupore e di trasporto in un'altra realtà che il cinema riusciva a darci da piccoli, quando ogni cosa nuova ci sembrava meravigliosa ed ogni storia che ci veniva narrata ci faceva sognare. E in questi cinema all'aperto riscopro ogni volta la meraviglia per questo spettacolo. Volete mettere come si sta a vedere un bel film, con una brezza piacevole che ti accarezza, ed alzando gli occhi trovare un cielo stellato sopra di noi?
Che sia speciale se ne accorgano anche i bimbi: il più piccolo, cui il cinema faceva un po' paura, in questi spazi all'aperto c'è sempre venuto volentieri. Pertanto non mi resta che augurare a tutti buona visione!

6 luglio 2011

In riva alla piscina... anche quest'anno


So che in questo periodo sono un po' latitante, ma mi sono preso qualche giorno di ferie con la famiglia al mare. Ci risentiamo tra qualche giorno (spero).

21 giugno 2011

Scuola di volo per rondini

La telefonata è arrivata l'altra sera: mio cognato mi chiama e fa: "Perché non venite a cena da noi? Così faccio vedere ai bimbi la scuola di volo delle rondini". Detto fatto, imbarco moglie e figli in macchina ed andiamo a casa di mia sorella. Mio cognato ha uno stanzone all'esterno della casa con una particolarità: usata per tenerci degli attrezzi, ha un solaio a travi e delle finestrine tenute sempre aperte, per cui ci sono delle rondini che hanno preso l'abitudine di entrare e fare il nido all'interno, ritornando di anno in anno. Di questi tempi i rondinotti sono cresciuti e cominciano a volare, ed i genitori sono all'interno che gli fanno vedere come fare e seguono i primi voli, fatti all'interno di questo stanzone: una vera scuola di volo della natura.
I bimbi, specialmente il più piccolo, sono sempre meravigliati di queste cose. Come per le lucciole, anche qui la natura si mostra in uno dei suoi aspetti più poetici. Ma forse sono anch'io che mi immedesimo in quelle rondini-genitori che fanno scuola ai loro piccoli...

14 giugno 2011

A caccia di lucciole

Foto di Selena Maestrini
  "Lucciola lucciola vien da me,
   ti darò il pan del re,
   il pan del re e della regina,
   lucciola lucciola vieni vicina..."

Così da piccoli si cantava questa filastrocca nelle sere di maggio, quando uscendo fuori (sono cresciuto in un piccolo paese di campagna) andavamo a caccia di lucciole. A quei tempi i campi erano pieni di puntini luminosi che lampeggiavano dappertutto, e ci sembrava che fosse una cosa magica. Preso uno di quegli animaletti, lo mettevamo sotto un bicchiere sul comodino, per poi la mattina dopo al risveglio trovarci una moneta.
Ma oggi, ci sono ancora le lucciole? Purtroppo nei campi se ne vedono meno di qualche anno fa, e molto poche nelle vicinanze della città. Tra insetticidi in agricoltura e inquinamento luminoso sono molto diminuite, nonostante che siano utilissime nell'ecosistema.
Per riuscire a far vedere ai miei figli uno spettacolo della natura che spero non scompaia l'atra sera siamo usciti a caccia di lucciole. Andando in campagna, girando tra i campi in zone non ancora (troppo) illuminate artificialmente siamo riusciti a trovare queste lucine lampeggianti che vagavano nella notte, nonostante la stagione sia un po' tarda per questi insetti. Acchiappate senza fargli male, con le mani a coppa mentre volano, abbiamo visto questi insetti che vanno in giro con il buio per riuscire a trovarsi tramite la loro luce. Ovviamente non le abbiamo prese per metterle in sotto un bicchiere, ma gli abbiamo dato la libertà per far si che continuino il loro ciclo naturale. I figli, specialmente il più piccolo, sono rimasti incantati a guardale lampeggiare in aria allontanandosi, spettacolo più suggestivo di qualsiasi trasmissione TV o videogioco di questo mondo...

9 giugno 2011

2 SI per la nostra acqua

Solitamente in questo blog non parlo mai di politica, al massimo affronto temi di rilevanza sociale, ma questa volta voglio fare un'eccezione per i referendum che si svolgeranno tra pochi giorni. In particolare voglio mettere in evidenza i due referendum sul tema dell'acqua. Anche se non se ne è parlato molto, questi referendum sono importanti per il futuro di un bene come l'acqua, che è un bene primario di tutti. Questi referendum vogliono mettere riparo a due storture che ci sono nella nostra legislazione:
  • il primo per eliminare l'obbligo di dare a società con soci privati la gestione della distribuzione dell'acqua, cosa che sta portando ad avere delle società di distribuzione che pensano al profitto che ricavano e non al servizio che devono fare agli utenti;
  • il secondo per eliminare l'obbligo delle società di distribuzione di essere remunerate (e quindi di guadagnare) senza la necessità di offrire un servizio di qualità o di fare investimenti per migliorare il servizio: questo comporta che le società di distribuzione aumentano le tariffe dell'acqua per guadagnarci senza fare niente per migliorare.
Pertanto ritengo doveroso che tutti noi andiamo a votare per questi due referendum (se gli altri non vi trovano d'accordo si può anche ritirare solo queste schede e non votare per gli altri) e che votiamo SI per eliminare queste storture che vanno avanti sulla "pelle" di noi cittadini. Di seguito trovate il simbolo della campagna su questi referendum, che ultimamente si sta vedendo un po' dappertutto, dal web ai manifesti alle bandiere appese alle finestre delle case:


Per maggiori informazioni vi rimando al sito del Comitato promotore di questi referendum ed al sito del Forum Italiano dei movimenti per l'acqua.
Mi raccomando, votiamo tutti!


28 maggio 2011

Estraniamento

Non so se capita anche a voi, ma vedere nei telefilm americani (NCIS L.A., ieri sera) le puntate natalizie di questi tempi, con questi caldi, mi danno un senso di estraniamento...

23 maggio 2011

Religione e superstizione

Qualche giorno fa, commentavo su un sito di notizie relative ad internet e tecnologia, cui sono storicamente molto legato poiché un tempo vi collaboravo, la notizia relativa alle convinzioni di Stephen Hawking sull'aldilà. Oltre ai soliti personaggi che chiacchierano solo per dare contro agli altri o parlano per preconcetti senza voler intavolare una discussione, mi sono trovato a interagire con alcune persone interessanti, non credenti, con cui ho portato avanti il discorso, confrontandosi e cercando di capire ciascuno quello che pensava l'altro.
Con uno di questi è venuta fuori una domanda interessante: che differenza passa tra religione e superstizione? In effetti, per un credente la risposta dovrebbe essere semplice, anche se in realtà può non esserlo molto, mentre per chi non crede può vedere la religione, se osservata superficialmente, una forma anch'essa di superstizione (magari, come diceva Hawking, in maniera a mio avviso non corretta nell'intervista sopra ricordata, per superare la paura della morte).
Pensandoci sopra si può affermare principalmente che la religione sia credere in qualcosa che va oltre ciò che possa essere esaminato e provato scientificamente, mentre la superstizione sia credere a qualcosa che possa essere verificato sperimentalmente e che sia stato provato non corretto.
Faccio un esempio: religione è credere ad un Dio creatore dell'universo, cosa non provabile scientificamente poichè la scienza non riesce ad ipotizzare quello che esisteva prima del big bang, e probabilmente non riuscirà a conoscere nemmeno quello che esiste esternamente al nostro universo (se esiste qualcosa oltre questo universo). Superstizione è credere (e qui mi sa che mi faccio dei nemici ;) ) agli oroscopi, che statisticamente si sono dimostrati inesatti, oppure ai tarocchi (che so leggere), i quali è stato dimostrato che non danno risultati superiori a quelli dovuti al caso nella predizione del futuro, oppure hanno dei risultati apparentemente ottimi ma in realtà dovuti all'analisi psicologica della persona che li interroga da parte del consultante.
Mi rendo conto però che la superstizione non si ferma certo a quanto ho espresso prima. Sicuramente ci sono alcune forme di devozione religiosa che hanno una componente superstiziosa, od al limite scaramantica. Penso alle persone che non si mettono a fare nessuna cosa se precedentemente non pregano che quanto stanno per fare vada bene, od a certe processioni con rituali che implicano dolore fisico, ma per adesso mi fermo qui, poiché il discorso sarebbe troppo lungo.
Un altro aspetto del discorso che voglio mettere in evidenza è invece il fatto che molti abbinano religione e superstizione, senza accorgersi che le cose sono in contraddizione tra di loro. Come si fa, ad esempio, ad essere cristiani e contemporaneamente a credere agli oroscopi? Chi lo fa non si rende conto che le due credenze sono antitetiche tra di loro, e quindi non compatibili. Mi sembra che chi scade in comportamenti del genere non abbia una fede realmente viva, ma che sia in cerca di un qualcosa che giustifichi quello che gli sta succedendo, al di la delle sue responsabilità. Ancora peggio chi abbandona una religione per darsi a credenze sostanzialmente superstiziose (cosa differente da diventare atei od agnostici): se da una parte non è provabile che quello che crede per fede sia corretto, dal'altra quello che va a credere è già stato dimostrato falso, e quindi le sue credenze sono solamente illusorie.
Mi fermo qui con queste mie riflessioni, ma se interessano le approfondirò. Fatemi sapere cosa ne pensate.

22 maggio 2011

Podcast che passione: Pipino il bravo

Tra le trasmissioni radio non ci sono solo quelle che vanno avanti per una o più stagioni intere, ci sono anche quelle che sono pensate per durare un numero limitato di puntate. Trattando un argomento specifico e limitato, spesso queste trasmissioni risultano molto interessanti. Una di queste, il cui argomento è la storia, è "Pipino il bravo". Trasmessa dalla Radio Svizzera Italiana (e quindi non captabile all'apparecchio, ma godibile via internet o appunto in podcast), la trasmissione è condotta da una professoressa di storia e storica, Anna Canonica, che con verve e spirito introduce gli ascoltatori ai fatti storici senza annoiare, ma con l'abilità di tenere vivo l'interesse, probabilmente derivata dall'esperienza di interessare i suoi studenti.
La trasmissione, che ha come slogan "la storia come non l'avete mai sentita" è interessante e mai noiosa. Arrivata alla terza serie, dopo la prima dedicata a personaggi storici e la seconda ai popoli che sono scomparsi, dedica questo ciclo alle città che hanno fatto la storia. Consigliato a tutti coloro che sono appassionati di storia, ed a coloro che vogliono sapere qualcosa di più sui fatti storici senza passare per una lettura classica. Ascoltatelo e fatemi sapere se vi piace.

Altri podcast che ascolto:
Aggiornamento: per chi ascolta la trasmissione in podcast sono disponibili degli approfondimenti: per ogni puntata uno degli argomenti della puntata stessa viene ampliato per una decina di minuti, tramite un podcast "Extra" scaricabile dallo stesso indirizzo dove si scaricano le puntate. Un'ottima idea per ampliare il discorso oltre quello che consentono i tempi della trasmissione radio.

10 maggio 2011

La caccia al 5xMille

Come ogni anno, si sta avvicinando la scadenza della dichiarazione dei redditi. Tra CUD, 730, Unico e altra modulistica varia tutti stiamo preparandoci per fornire i dati al fisco. Ed all'interno della dichiarazione dei redditi ci sono due scelte importanti da fare: i cosiddetti 8perMille e 5perMille.
Il primo è destinato alle varie rappresentanze religiose in Italia per fare opere sociali e caritative, mentre il secondo può essere destinato alle associazioni senza fini di lucro che ne facciano richiesta. Un differenza importante è che se non si decide a chi destinarlo l'8perMille viene suddiviso in base alle scelte complessive di chi fa la dichiarazione dei redditi, mentre il 5perMille se non si decide a chi destinarlo non viene erogato e rimane allo stato.
A ricordare che questa scadenza si avvicina ci pensano le associazioni che vogliono ricevere i contributi del 5perMille: cominciano a bombardarci con spot, annunci, lettere e altre forme di pubblicità, in aumento man mano che ci si avvicina alle date ultime di presentazione delle varie denunce. Ci sono moltissime associazioni che si mettono "a caccia" di questi contributi. Ormai quasi tutti i giorni mi arriva qualche lettera che mi chiede di destinare a loro la mia quota, da parte di tutti i tipi di associazioni, caritative, sportive, culturali, ecc. ecc. Anche sui quotidiani si leggono annunci (ovviamente a pagamento) con questi inviti, e spuntano manifesti, spot radio e persino in TV. Mi rendo conto che per molte associazioni queste donazioni costituiscono una forma d'introito spesso vitale, ma siamo sicuri che le spese effettuate per questi annunci valgono la candela? Mandare lettere, fare annunci sono operazioni con un loro costo, e questo va detratto da quanto ricevono, Se poi io faccio una donazione a qualcuno, mi aspetto che quello che do vada a buon fine, e non che sia impiegato per ricercare altre donazioni.
Per concludere, vi dico che ho scelto di destinare anche quest'annoil mio 5perMille all'associazione "noI per L'AfRIcA e il mondo", di cui ho già parlato, che porta avanti le opere di Suor Ilaria. Invito anche voi a donare questa quota all'associazione, mettendo il numero di codice fiscale 93059100508 nell'apposito spazio. State certi che andrà a buon fine.

5 maggio 2011

Ho visto cose...

Ho visto cose che voi persone intelligenti non potete neanche immaginare:
  • Atei festeggiare il Natale, la nascita di un dio;
  • Camperisti andare a giro nei posti più belli d'Europa con la parabola sul tetto per poter la sera stare chiusi nel camper a vedere le stesse trasmissioni tv che vedevano a casa;
  • Persone che inneggiavano all'aborto scambiarsi a Pasqua uova, simbolo di vita e di futura nascita;
  • Sindaci lamentarsi di non poter spenderei soldi che avevano in bilancio per il patto di stabilità e poi aumentare le tasse ai cittadini;
  • Automobilisti arrivare in parcheggi semivuoti e parcheggiare male creando problemi agli altri;
  • Persone accusare la Chiesa di fomentare la superstizione e poi leggere avidamente l'oroscopo e seguirne le indicazioni;
  • Guidatori mettere la freccia quando entrano nelle rotonde e non metterla quando ne escono;
e tutte queste cose (purtroppo) non svaniranno con me, come lacrime nella pioggia... (continua, ogni riferimento a Blade Runner non è assolutamente casuale)

28 aprile 2011

La storia di Gesù... via Twitter

Se vi ricordate, qualche tempo fa ho postato un video dove si rappresentava la nascita di Gesù vista tramite internet. Adesso voglio segnalarvi un altro video simile, che narra la storia della predicazione, della passione e della resurrezione di Gesù come se fosse seguita tramite Twitter. Eccolo di seguito:



Come l'altro, lo trovo suggestivo, divertente ma anche rispettoso dee sentimenti delle persone. Una considerazione che però si può fare è che seguire gli eventi tramite canali impersonali come Twitter (ma anche con altri sociale network) fa sembrare banale un anche un evento del genere. Non trovate?

27 aprile 2011

Condizionamenti televisivi

Ieri sera mio figlio di mezzo chiede: "posso vedere l film che c'è stasera su quel tal canale?" Il film in questione, molto lungo, finisce dopo mezzanotte. Oltretutto "l'hai già visto, lo abbiamo in DVD". "Si, ma voglio rivederlo"... Alla fine optiamo per un compromesso: guardalo in DVD, così evitiamo tutta la pubblicità, comincia prima che in TV (ma perché la chiamano prima serata se comincia alle nove e mezzo?) e così finisci di vederlo ad un'ora decente, anche se la mattina può dormire perché la scuola non è ancora ricominciata dalle vacanza pasquali.
La vicenda mi suggerisce una constatazione: se non ci fosse stato il film in TV mio figlio non avrebbe pensato di guardarlo. Non solo: mi ha anche detto che c'è più gusto a guardarlo in TV che a vederlo in DVD. Pensiamoci bene: abbiamo in casa tanti DVD (o similari), ma la cosa a cui pensiamo sono spesso i programmi TV della serata, senza dire che oggi avrei voglia di... Ciò è il sintomo di come la TV ci condiziona nelle scelte: noi scegliamo cosa vedere (ma non solo) in base a cosa ci propongono, e non secondo i desideri che abbiamo in quel momento. Anzi, i desideri ci vengono a seconda di cosa ci viene proposto. Probabilmente è anche per questo che certi programmi-spazzatura hanno successo anche senza avere niente dentro da proporre. E se questo è valido per i programmi televisivi, figuriamoci per le opinioni e ed i messaggi morali che ci vengono propugnati! I ragazzi, ma anche gli adulti, li assorbono e li fanno propri acriticamente, senza nemmeno accorgersene.
Forse è il caso che noi genitori stiamo accanto ai figli quando guardano la TV (io e la moglie lo facciamo), per decidere cosa vedere e parlare insieme di quello che hanno visto, in maniera critica. E sopratutto di invogliarli a spegnerla, per fare insieme altre cose. Si, lo so, ci vuole volontà di mettersi in gioco e bisogna vincere la pigrizia che ci farebbe tendere a riposare, ma i risultati, specie per i bimbi, alla lunga si vedono: meno ricerca della TV a tutte le ore e una maniera di vivere più serena e attiva, spiritualmente e intellettivamente più appagante. Non trovate?

24 aprile 2011

Santa Pasqua 2011: Auguri!

Anche quest'anno voglio fare i miei migliori auguri di una Santa Pasqua a tutti i lettori del blog, e non solo a loro.
Che il Signore risorga sempre nei nostri cuori e ci faccia risorgere con Lui.


La Resurrezione, di Matthias Grünewald (1516)

21 aprile 2011

Hacker ed impegno cristiano: due filosofie compatibili

Chi mi legge su questo blog sa che non faccio mistero del mio essere cristiano e dell'ideale che porto avanti nella vita. Tra le mie passioni, sin da giovane,c'è sempre stata quella dell'informatica, che negli anni più spensierati dell'università mi ha portato a essere nella sfera d'influenza della cultura Hacker, cioè di quelle persone che tramite il computer (ma non solo) si impegnano per risolvere le difficoltà che gli si pongono dinanzi e trovare soluzioni creative e di pensiero laterale ai problemi ed alle limitazioni imposte. Personalmente non ho mai trovato incongruente l'essere contemporaneamente cristiano e "smanettone", poiché le ho sempre trovate due filosofie di vita per certi versi molto simili e convergenti tra di loro. Adesso questo tema è stato esaminato ed approfondito da un padre gesuita, Antonio Spadaro, in un articolo pubblicato su "Civiltà Cattolica", ripreso da molti siti, blog e giornali on-line, e che ha portato un forte dibattito (al quale ho partecipato).
Cosa afferma padre Spadaro nel suo articolo? Partendo da una (finalmente) corretta definizione di Hacker (che non è il pirata informatico che molti credono), e tramite un rapido riepilogo storico del movimento, arriva a delineare l'etica dei questo gruppo di persone, trovando effettivamente molti punti di contatto con quella cristiana. In particolare, tra i principi della filosofia Hacker, sono condivisi con la visione cristiana la condivisione (delle informazioni, ma non solo), il cambiamento verso il meglio, la ricerca e la soluzione delle problemi che ci si pongono dinanzi, ecc...
Il maggiore punto di differenza tra le due visioni è probabilmente la sfiducia verso un'autorità centralizzata e la de-gerarchizzazione della conoscenza propugnata dalla cultura Hacker, vista a volte come opposizione anche ad una visione religiosa della vita (erroneamente, poiché alcuni personaggi fondamentali della filosofia Hacker si dichiarano religiosi, come Tom Pittman). Il famoso saggio "La cattedrale ed il bazar" di E.S.Raymond, spesso visto come una metafora antireligiosa, in realtà ad un esame non superficiale appare solo come una magnificazione del modello di sviluppo software collaborativo. Padre Spadaro nel suo saggio mette in evidenza la vera differenza tra le due visioni: per gli Hacker lo scambio collaborativo è di tipo orizzontale, tra pari, mentre per la visione cristiana la rivelazione si ha come dono gratuito di Dio, cioè un passaggio dal grande al piccolo. Ciò però, a mio avviso, non implica una contrapposizione tra le due etiche: entrambe le modalità sono da approvare, nei loro relativi contesti. Molto bella è una considerazione che ho trovato nel saggio, che avvicina le due filosofie: "Himanen a questo punto si pone una domanda che scopre in sant’Agostino: «Perché Dio aveva creato il mondo?». E prosegue: «Possiamo dire che la risposta degli hacker alla domanda di Agostino è che Dio, in quanto essere perfetto, non aveva bisogno di fare assolutamente nulla, ma voleva creare» 29. Nel racconto dell’azione creatrice libera e indeducibile di Dio l’hacker trova l’immagine della propria esistenza". In pratica è la creatività libera ed incondizionata che avvicina le due visioni.
Io, che in passato sono stato Hacker e che sono Cristiano mi ritrovo in entrambe le visioni di vita, e non trovo incongruenze tra le due. E penso che un dialogo ed un incontro tra queste culture possa portare solamente dei
benefici ad entrambe.